In linea teorica sì, poiché si tratta di una difformità formale rispetto alla prescrizione normativa. Analogamente, se ciascuno inserisse i nutrienti nell’ordine che meglio crede, verrebbe minata l’esigenza di omogeneità alla base della norma, tesa a fornire informazioni uniformi e immediatamente intellegibili al consumatore. A parere di chi scrive, si tratterebbe in ogni caso – qualora contestata da un controllore particolarmente zelante – di una violazione di lieve entità, per la quale risulterebbe comminabile il minimo della sanzione.

PFAS, l’affidabilità delle analisi parte dalla strumentazione
La scelta della colonna LC più adatta è fondamentale per centrare l’obiettivo