Corte dei Conti UE: il sistema di controllo per i prodotti bio è migliorato, ma si può fare di più

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Stando ad una nuova relazione della Corte dei Conti europea, rimangono da affrontare alcune sfide. La Corte ritiene che siano necessari ulteriori interventi per ovviare alle debolezze riscontrate negli Stati membri, nonché riguardo alla vigilanza sulle importazioni e alla tracciabilità dei prodotti.

Fonte: Corte dei Conti europea

Data: 19/03/2019

 

Stando ad una nuova relazione della Corte dei Conti europea, negli ultimi anni il sistema di controllo per i prodotti biologici vigente nell’UE è migliorato, ma rimangono da affrontare alcune sfide. La Corte ritiene che siano necessari ulteriori interventi per ovviare alle debolezze riscontrate negli Stati membri, nonché riguardo alla vigilanza sulle importazioni e alla tracciabilità dei prodotti.

Le debolezze cui si fa riferimento riguardano la mancata armonizzazione a livello dell’UE del ricorso a provvedimenti per far applicare la normativa a fronte delle inosservanze constatate e la lentezza con cui talvolta gli organismi di controllo degli Stati membri hanno segnalato le inosservanze.

“I prezzi pagati dai consumatori per i prodotti recanti il marco biologico dell’UE – aggiunge la Corte in un comunicato – superano talvolta, in misura considerevole, quelli dei prodotti convenzionali. Non vi sono, inoltre, test scientifici che consentano di stabilire se un prodotto sia biologico: un rigoroso sistema di controllo che copra l’intera filiera agroalimentare, dai produttori ai trasformatori, agli importatori e ai distributori, è quindi indispensabile per fornire ai consumatori la certezza che i prodotti biologici da essi acquistati siano effettivamente tali”.

“La Commissione europea – ha affermato il membro della Corte dei Conti europea responsabile della relazione, Nikolaos Milionis – dovrebbe adoperarsi, assieme agli Stati membri, per porre rimedio alle debolezze rilevate e rendere il sistema di controllo il più efficace possibile. Tale condizione è fondamentale per preservare la fiducia del consumatore nel marchio biologico dell’UE”.

 

 

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